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Ho avuto Fabrizio Di Stefano come uno degli amici più cari e stimati. Dobbiamo a lui le realizzazioni dei sogni tra i più belli della cultura musicale in Abruzzo. Lui diceva "Quello che dice Rendine per me va bene", io dicevo "Facciamo quello che ci dice l’on. Di Stefano che è la nostra guida".
Poi, non so perchè questo equilibrio perfetto si è rotto. Da amici fidati e fedeli che eravamo e senza che ancora oggi io riesca a comprendere il perchè, lui tagliò ogni contatto con me. Certamente qualcosa di grosso successe. 
Sicure menzogne perché solo io so quanto questa amicizia da me non sia mai stata violata. In questo contesto mi furono riferiti i fatti che sarebbero accaduti ad una cena alla quale partecipava anche l’on. Di Stefano che - per quanto da me percepito - evidenemente sulla scorta di errate informazioni, avrebbe fatto riferimento a miei comportamenti disonesti.
Ebbi una reazione così dolorosa che si spinse fino alle lacrime. Scrissi sull’onda della rabbia quelle parole che inviai a un mio collaboratore per sfogarmi, mai però supponendo che, per eccesso di zelo, le mettesse in luoghi informatici visibili. Me ne scuso con l’on. Di Stefano: erano figlie imprudenti del dolore e della delusione per l’amico perduto. 
Eravamo una coppia molto forte nel mondo della cultura e il progetto di separarci è riuscito. Rinnovo le mie scuse, la mia stima e il mio affetto all’on. Fabrizio Di Stefano, unite alla gratitudine per quello che ha fatto per l’arte e la cultura, oggi demolito dalle stesse mani che ci hanno messo contro. 
SERGIO RENDINE

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 L’incontro con il M° Sergio Rendine  al " Festival della Parola " di Parma

 Giovedì 2 LUGLIO ore 18:30 

 

CASO MORO IN PARTITURA  Giovanni Fasanella • Sergio Rendine

conversano sul libro La storia di Igor Markevic. Un direttore d’orchestra nel caso Moro (chiarelettere) con Matteo Marchetti

 

Mimmo Malandra, sax

 

 

Caso Moro in partitura: la drammatica pajama storica che ha fatto da spartiacque nell’Italia repubblicana è lo spunto di un inedito incontro tra un giornalista che da anni sforna puntigliose ricerche sui misteri del nostro passato recente o remoto e un compositore tra i più prolifici e i più stimati nel panorama della musica contemporanea. Alle 18.30 si troveranno sul palco Giovanni Fasanella (notista politico del quotidiano l’Unità, poi inviato del settimanale Panorama, autore di molti volumi sul terrorismo, sul caso Gladio, sui servizi segreti inglesi) e Sergio Rendine (oltre duecento i suoi lavori, diverse sinfonie eseguite in tutto il mondo) partendo dal misterioso ruolo del direttore d’orchestra Igor Markevič nel sequestro dello statista democristiano. Fasanella ha pubblicato per le edizioni chiarelettere una ristampa aggiornata del suo libro dedicato a questa tesi. Rendine sta scrivendo la partitura di un’opera lirica incentrata sull’ultima notte di Moro che debutterà nel febbraio 2016 a Lecce. Lo stesso Maestro al pianoforte e Mimmo Malandra al sax faranno ascoltare − in anteprima assoluta − brani della composizione. A scandire il dialogo Matteo Marchetti, redattore del programma di attualità politica ed economica L’aria che tira sulla 7 e ricercatore di storia contemporanea.

 

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